6 ottobre 2026

Il FIQR: cos'è e perché nei LEA conta il punteggio 82

Con l'aggiornamento dei LEA pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 30 settembre 2026, una sigla finora nota soprattutto agli specialisti è diventata importante per molte persone: FIQR. La nuova esenzione riguarda la sindrome fibromialgica nelle forme «molto severe», con FIQR superiore a 82: il punteggio fa quindi parte della definizione stessa della condizione esente.

Il FIQR (Fibromyalgia Impact Questionnaire Revised) è un questionario di autovalutazione: viene compilato dalla persona e restituisce un punteggio da 0 a 100 che descrive quanto la fibromialgia pesi sulla vita quotidiana, dove un punteggio più alto indica un impatto maggiore. Questa è un'informazione generale sullo strumento, non una spiegazione contenuta nel decreto. Non è un esame diagnostico e non serve a stabilire se si ha o no la fibromialgia: la diagnosi resta un atto clinico, affidato al medico.

Il punteggio soglia, superiore a 82, è molto alto: il criterio individua i casi con l'impatto più forte. È un dato che conviene conoscere con realismo. Un punteggio più basso non significa che i sintomi non siano reali o che non meritino attenzione; significa soltanto che quella specifica esenzione, per come è stata definita, non è prevista per quei livelli. Anche AMRER lo ricorda: il codice non si applica automaticamente a tutte le persone con diagnosi di fibromialgia.

Due cautele pratiche. La prima: il punteggio ottenuto compilando un questionario per conto proprio non sostituisce la valutazione clinica, e per ora non è chiaro chi debba certificarlo né con quali modalità. La seconda: le procedure regionali e aziendali non sono ancora state definite. Meglio quindi non anticipare passaggi che nessuno ha ancora stabilito e attendere le indicazioni della propria Regione e della propria ASL.

Una cosa che si può fare da subito, e che aiuta in ogni caso, è arrivare alle visite con informazioni chiare su come si sono succedute le giornate: dolore, energia, sonno, umore. Tenere traccia di questi aspetti nel tempo, anche con poche parole al giorno, rende la conversazione con il medico più concreta e meno affidata alla memoria del momento.

Fonti